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Ciao, piccolo miet.
Ciao mirrors
Ciao, mechanicus
Qui la butta che dio la manda
E ciao a super mario
Viva tetris, allora.
Certo che Tetris è sovietico! Anche un po' stachanovista, secondo me. Guarda qua: LINK
...anche a te
Riapparsa Rosella...
Ti saluto con un good morning
Ma davvero tetris è sovietico?
Scappata...
Ciao, Rosella
'rno evulon!
Ciao mir, buona serata, io gioco a Tetris perché è sovietico
Buon pomeriggio a tutti
Ciao, piccolo miet
O qualche altro gioco?
C'è qualcuno che ha fatto il cruciverba?
Ci sono...ci sono...
A Beethoven e Sinatra preferisci l'insalata?
A Vivaldi l'uva passa, che ti dà più calorie?
Ma sì, meglio il cagnolino.
Addio
Questa è una chicca da vedere subito: LINK
Ehilà, evuloniani!!!
Buona serata
Anche a me. Non ci sto mai neanch'io. Se ci vado è solo per rispondere a qualche invito ai concerti
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Perché non è successo a me?
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Perché non è successo a me? Riflessioni su una giornata di lutto nazionale.
E' dal martedì del terremoto, che ho sentito da grande distanza, così, per farmi venire qui dove sono adesso, a pensare e a riflettere sull'inconoscibile, è da martedì che penso di scrivere queste banalità e sempre rimando o rinuncio, per legittima suspicione o per pudore, stanchezza, disincanto, disillusione e altre angherie con le quali solitamente ci tormentiamo per sentirci in qualche modo collegati alla terra e agli uomini, alla nostra specie, alla città nella quale abitiamo, legati agli affetti e al significato di quel che crediamo che sia quella parvenza di destino che è nostro e dovrebbe essere, per diritto di nascita, carico di speranze, felicità, abbondanza, fertilità e salute.
E' da martedì che mi chiedo: "Perché non è successo a me?" La mia casa ha oscillato, e io con lei, dentro e fuori. Ci ho messo un'intera giornata a tornare "immobile" dentro. Eppure di terremoti ne ho sentiti tanti.
Ma non è dell'oscillazione, della immanenza del fenomeno, della sua inevitabilità, imprevedibilità o altro che sono qui a scrivere. O non del tutto almeno.Perché non è successo a me? Perché non sono uno degli sfollati? Una delle persone che ha perduto la casa, il lavoro, un familiare, la vita? Perché sono un sopravvissuto di qualcosa che è accaduto tanto lontano da non toccarmi nel fisico e nei beni? E' una domanda così piccola tanto da passare sotto le porte o le palpebre abbassate in una fessura, mentre guardando la tivù cerco di non infuriarmi come un bufalo cafro o un facocero con un peperoncino infilato nel buco delle erbe, infuriato come un licantropo in un eclisse di luna, nel vedere il solito cronista che parla della tragedia e i soliti imbecilli? deficienti? Idioti? Scriteriati? Scellerati? Trovate voi un nome, che se ne stanno dietro il cronista e guardano in macchina, fissi come belle statuine, per farsi vedere in tivù, come se tutto fosse uno spettacolo, una finzione... e si muovono cercando di mettersi in posizione perché si possano inquadrare bene, perché risultino che sono esistiti, per pochi minuti, in un Tiggì molto seguito.
Mi chiedo come sia possibile che esistano persone così. Mi chiedo se gli operatori soffrano di paresi e non possano zoomare inquadrando solo il volto del cronista in modo di cancellarli dalla scena. Mi chiedo perché in fase di post-produzione, i tecnici non mascherano quei volti di cui tutti dovremmo infastidirci. Sciacallucci imperdonabili per la loro assoluta vacuità e inutilità. Poveri narcisi senza nome. E con il telefonino all'orecchio, magari chiamano in famiglia per far vedere che loro ci sono, sì, proprio al Tiggì mentre il cronista snocciola il numero dei morti che però restano invisibili e non possono fare le belle statuine dietro di lui perché impegnati altrove, maciullati, schiacciati, ridotti a un grumo di memorie nella mente dei familiari, amici, colleghi..
Io sono qui e mi chiedo: "Perché non è successo a me? Non è una domanda assurda, non mi sento incolpa e non provo certamente invidia per le vittime e per i miei concittadini che hanno perduto qualcosa o tutto quanto. Mi chiedo perché è accaduto a loro, che colpa avessero o che errore abbiano commesso.. cose così, che servono solo a confondere ancora di più sentimenti contrastanti di cordoglio e di stupore.
Mi chiedo subito dopo perché alcuni non provano lo stesso rispetto. E come quelle due ragazzine idiote che ridevano come matte, il telefonino all'orecchio, si agitavano dietro le spalle del cronista, durante un servizio sulla ragazzina uccisa nell'attentato alla scuola a Brindisi che adesso, a causa del terremoto è passato in secondo piano se non dimenticato dai media.
Ho provato un profondo senso di desolazione e mi sono chiesto come si saranno sentiti i genitori di quelle ragazzine, vedendole in tivù... Ridevano, si divertivano ben sapendo che una loro coetanea era stata dilaniata assurdamente o erano solo passate di lì e avendo visto la Tivù in attività si sono poste a bandierina della loro innocenza?
Non lo so. Ma un bello schiaffo io lo avrei dato all'operatore che, suppongo era adulto e consapevole e non lavorava con una telecamera a fuoco fisso.
Io sono qui e mi chiedo: "Perché non è successo a me? E questo non mi rende migliore o più nobile nella mia sofferta empatia. Anzi, mi lascia nudo e seduto sulle ortiche.Ma poi penso agli idioti o agli sciacalli che vanno in giro con auto e megafoni a invitare la gente a lasciare le case perché una nuova scossa sta per arrivare...
Lo sciacallo è un ladro ancor più vigliacco, un parassita spregevole ma solo perché ruba durante le disgrazie altrui o ché? Un ladro è un ladro, le disgrazie sono disgrazie.Noi siamo fragili davanti ad entrambe le opzioni.
Io sono qui e continuo a chiedermi: "Perché non è successo a me?
Mentre altre persone esercitano il loro diritto di essere stronze, idiote, e imbecilli andandosene a fare del turismo, a farsi fotografare con alle spalle i monumenti crollati io sono qui a chiedermi perché non è successo a me e sono qui, sano e salvo..
Esistono altri sciacalli dunque, non sono i ladri di beni ma quelli di dignità, gli indifferenti che rallentano il traffico per curiosare sulla scena dell'incidente, ci sono le signore impellicciate, le pischelline, i fidanzatini, gli idioti con il tatuaggio e la catena al collo da tre tonnellate che si fanno fotografare con alle spalle il grande leviathano arenato, la Costa Concordia, e adesso anche lì in terra di terremoto, gente che con i loro Suv o le loro macchinucce da città intralciano i soccorritori, riempiono di sé le loro fotocamere digitali e svuotano di senso la propria umanità, incapaci della più piccola empatia...
Oggi è giorno di lutto nazionale.
Suggerisco che sia proprio per queste persone, a questi imbecilli, scriteriati avvoltoi del nulla.
Alle vittime il lutto non serve.
Serve solo a noi che guardiamo in silenzio.
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