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Ciao, piccolo miet.
Ciao mirrors
Ciao, mechanicus
Qui la butta che dio la manda
E ciao a super mario
Viva tetris, allora.
Certo che Tetris è sovietico! Anche un po' stachanovista, secondo me. Guarda qua: LINK
...anche a te
Riapparsa Rosella...
Ti saluto con un good morning
Ma davvero tetris è sovietico?
Scappata...
Ciao, Rosella
'rno evulon!
Ciao mir, buona serata, io gioco a Tetris perché è sovietico
Buon pomeriggio a tutti
Ciao, piccolo miet
O qualche altro gioco?
C'è qualcuno che ha fatto il cruciverba?
Ci sono...ci sono...
A Beethoven e Sinatra preferisci l'insalata?
A Vivaldi l'uva passa, che ti dà più calorie?
Ma sì, meglio il cagnolino.
Addio
Questa è una chicca da vedere subito: LINK
Ehilà, evuloniani!!!
Buona serata
Anche a me. Non ci sto mai neanch'io. Se ci vado è solo per rispondere a qualche invito ai concerti
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FIORDALISI Raccontando attesa e quotidianità
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7 marzo – ore 21.15
Parma-TEATRO EUROPA, via Oradour 14
infoline: 0521.243377, info@ europateatri.it
Sosta Palmizi Network (Cortona – AR)
collaborazione Comune di Longiano (FO) Comune di Cortona presenta(AR)
FIORDALISI
Raccontando attesa e quotidianità
coreografie e interpretazione Raffaella Giordano , luci Maurizio Viani
musiche originali Bruno de' Franceschi
collaborazione alla drammaturgia Danio Manfredini
esecuzione tecnica Marco Cassin]
Ufficio Stampa: Studio alfa
tel. e fax 06. 8183579, e- mail: ufficiostampa@alfaprom.com
responsabile ufficio stampa e P.R. Lorenza Somogyi Bianchi, cell, 333. 4915100
addetto stampa Olivia Volterri, cell. 338 5690870
l 7 marzo prossimo alle ore 21.15 per la stagione 2008- 2009 di eUROPA tEATRI in scena RAFFAELLA GIORDANO nei doppi panni di coreografa e interprete con FIORDALISI: uno spettacolo di danza che, stravolgendo i canoni più tradizionali della narrazione, tenta di mettere in scena Fiordalisi, una donna in attesa, piena solo della propria quotidianità. Lo spettacolo si è avvalso della collaborazione alla drammaturgia di Danio Manfredini.
Raccontare una storia oggi, vuol dire forse rimanere in silenzio, immobili, quasi senza fiato, poiché ci è negata e ci neghiamo la possibilità di farlo; i modelli della comunicazione non sono quelli della narrazione, della potenza del verbo e della parola, tramiti divini. Ripetiamo parole distrutte o sostituite da locuzioni sonore quasi disarticolate, omicidi di senso e sensazioni; d'altro canto è sempre più diffusa l'incapacità di relazionarsi in forme rituali autentiche e la difficoltà di intrecciare fili di memoria e di tradizione. In Fiordalisi, una donna in attesa, piena di propria quotidianità, racconta una "non-storia", partendo dallo sfondamento di quel luogo di menzogna che è il palcoscenico, creando "altro da sé", spazio nuovo e attonito dove è "svelata e denudata" l'attenzione "protetta" dello spettatore; luci di servizio in palcoscenico, qualche timida gelatina colorata tenta di resistere in centro allo spazio vuoto ma non desolato. Non vi è nessuna desolazione, solo coscienza e coraggio della propria condizione; tutto si chiude con i segni di un inizio, come un fiore in via di estinzione poco dopo essere nato, un film della memoria e del "qui ed ora", irripetibile ma che ancora si farà vedere. (Bruno de' Franceschi)
L'uomo ha un corpo solo
solo come la solitudine
l'anima è stanca di questo involucro
senza connessure fatto d'orecchie e d'occhi
4 soldi di grandezza e di pelle
cicatrice su cicatrice tirata sulle ossa
dalla cornea vola dunque via
nel pozzo spalancato del cielo
sulla ruota di ghiaccio
sulle ali di un uccello
e sente dalle inferriate della sua vivente prigione
il sussurrare dei boschi e dei campi
il rombo dei sette mari
senza corpo l'anima si vergogna
come un corpo svestito
né pensiero né azione né progetti né scritti
un enigma senza soluzione
chi ritorna sui suoi passi dopo aver ballato sul palco
dove nessuno balla
e sogno io un'anima diversa in una nuova veste
che arde passando dal timore alla speranza
come fiamma che si alimenta nell'alcool
priva d'ombra
che vaghi per la terra
lasciando a suo ricordo sul tavolo
un tralcio di lillà
(versi di Arsénij Tarkovskij)
Tormento è una promessa di forza
Quasi un esorcismo per scongiurare il peggio
Eco di risa di bambini, le nuove generazioni
Che prendono posto nel mondo che gli è stato preparato
E l'angoscia delle madri che generano nella guerra
Voler vedere, non voler vedere
Attingere alla proprie risorse di forza, di resistenza, di sacrificio
La paura che accada di nuovo
E pensare, ripensare a ciò che genera l'inquietudine
Tornare a un pensiero trascurato,
la dimensione dell'infanzia dove tutto è davanti a noi
E tutto è ancora possibile
I sassi lanciati nell'acqua e i cerchi concentrici che generano:
questa è la logica associativa nella quale sono tessuti i pensieri,
le riflessioni che si susseguono nel lungo silenzio di Fiordalisi.
L'azione teatrale affida il corpo alla danza
per attraversare i moti dell'esperienza interiore;
e la danza torna all'azione teatrale
nella sua forma più scarna e quotidiana,
sintesi di una condizione umana da condividere con lo spettatore.
(Danio Manfredini)
Raffaella Giordano nasce a Torino nel 1961 e inizia lo studio della danza nel 1978 con Carla Perrotti e con Anna Sagna presso la scuola Bella Hutter di Torino.
Nel 1980 entra nella compagnia Teatro e Danza La Fenice di Venezia, diretta da Carolyn Carlson, e partecipa agli spettacoli Undici Onde, Underwood e Chalkwork.
Nel 1981 danza col Wuppertal Tanztheater diretto da Pina Bausch, negli spettacoli Kontakthof, Blaubart e Le sacre du printemps.
Nel 1984 è cofondatrice della compagnia Sosta Palmizi con la quale, come danzatrice e coreografa, crea gli spettacoli Il Cortile (1985),Tufo (1986) e Perduti una notte (1989).
Nel 1987 realizza la sua prima coreografia individuale, Ssst.... per sette danzatori, in coproduzione con Bois de la Bâtie di Ginevra.
Nel 1989 inizia la sua collaborazione come coreografa per la Folkwang Hochschule di Essen in Germania, dove per l’omonima compagnia diretta da Pina Bausch crea lo spettacolo Inuit e nuovamente nel 1995 lo spettacolo Il volto di Aria.
Nel 1990 prende parte come danzatrice allo spettacolo Il muro, regia Pippo del Bono, coprodotto da Oriente-Occidente Rovereto Festival e Asti Festival.
Sempre nel 1990 le viene assegnato il premio della critica danza&danza quale migliore interprete della nuova danza italiana. Nel 1995 partecipa alle riprese di alcune scene del film di Bernardo Bertolucci Io ballo da sola in cui viene utilizzato materiale sempre tratto da Il cortile.
Ancora nel 1995 crea e interpreta l'assolo Fiordalisi in collaborazione con il Festival Segni Barocchi di Foligno.
Nel 2006 propone in Italia e all’estero il suo ultimo assolo; tra i numerosi seminari, il laboratorio svoltosi a Chiasso (SVIZZERA) all’interno della Rassegna Chiassodanza.
Il 13 marzo 2007 debutta al Théâtre Garonne di Tolosa (Francia) e in Prima Nazionale il 3 aprile al Teatro Comunale di Modena, Cuocere il mondo una creazione per 7 interpreti, che affronta il tema dell’Ultima Cena nel dipinto di Leonardo Da Vinci. Co-produzione con il Théâtre Garonne di Tolosa, il Théâtre Les Bernardines di Marsiglia, il Teatro comunale di Modena Fondazione e il Festival delle Colline Torinesi.
Nel gennaio del 2009 debutterà un nuovo Assolo Ama Fì, espressamente creato per il Teatro Signorelli di Cortona con la partecipazione del coreografo e danzatore Michele Abbondanza.
Raffaella Giordano svolge da una ventina d’anni una costante attività di Formazione in Italia, inoltre nel corso degli anni ha insegnato in importanti scuole all’estero quali la Folkswang Hoch Schule di Essen in Germania, il CNDC d’Angers in Francia. Numerosi i suoi interventi in progetti di formazione anche nell’ambito del teatro.
Raffaella Giordano svolge da una ventina d’anni una costante attività di Formazione in Italia, inoltre nel corso degli anni ha insegnato in importanti scuole all’estero quali la Folkswang Hoch Schule di Essen in Germania, il CNDC d’Angers in Francia. Numerosi i suoi interventi in progetti di formazione anche nell’ambito del teatro.
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