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bullet mirrors 17 May : 19:08
Ma sì, meglio il cagnolino.
Addio
bullet mirrors 17 May : 18:43
Questa è una chicca da vedere subito: LINK
bullet mirrors 17 May : 17:06
Ehilà, evuloniani!!!
bullet mirrors 16 May : 19:09
Buona serata
bullet mirrors 16 May : 18:28
Anche a me. Non ci sto mai neanch'io. Se ci vado è solo per rispondere a qualche invito ai concerti
bullet Rosella 16 May : 17:28
Mi fanno pena quelli che ci stanno ore ed ore....ma che si godano la vita!!!! quella vera,intendo,non quella falsa e virtuale.
bullet Rosella 16 May : 17:23
Si vive BENISSIMO anche senza,credeteci/mi.
bullet Rosella 16 May : 17:21
@mirrors,io non sto né su fb e né su tw e MAI ci sarò.
bullet piccolo mietitore 16 May : 17:06
Qui anche
bullet glgt 16 May : 14:32
Buon pomeriggio Evuloniani! Qui piove...
bullet mirrors 15 May : 19:12
Buona sera, evulon
bullet mirrors 15 May : 18:54
C'è qualcuno che non stia su fb o tw?
bullet Rosella 14 May : 18:21
Ciao evulon,buona serata.
bullet Rosella 14 May : 18:21
ciao,piccolo mietitore
bullet Rosella 14 May : 18:20
Civetta,sei l'unica,fatti valere!
bullet Rosella 14 May : 18:14
...ma le donne dove stanno,in questo sito?
bullet Shona 13 May : 19:28
Simpatizzo Nanto, che sia chiaro.
bullet mirrors 11 May : 19:24
Buona serata e buona domenica
bullet mirrors 11 May : 19:18
Ciao, civetta
bullet mirrors 10 May : 18:18
Sì, un po' meglio
bullet civetta 10 May : 17:16
ciauz piccolo Miet
bullet civetta 10 May : 17:14

con spazzola e strofinaccio mò ti lucido i forum vecchio Main...
ehehehehehehe
bullet piccolo mietitore 10 May : 17:12
Ciao Civetta!
bullet piccolo mietitore 09 May : 19:42
Meglio questa? LINK
bullet mirrors 09 May : 19:10
Buona serata
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 GIACOMO LEOPARDI: Rossini, la musica popolare, la musica tedesca (dallo "Zibaldone")

Moderatori: mirrors, civetta, glgt, argo
Proposto da Post
piccolo mietitore
Tue Jul 10 2012 Riporta come citazione
[ Magister ]
Iscritto #1032
Iscritto Mon Jan 25 2010
Provenienza: Vigevano
post 202
[...] Osservisi che le melodie musicali non dilettano i non intendenti, se non quanto la successione o successiva collegazione de’ tuoni in esse è tale, che il nostro orecchio vi sia assuefatto; cioè in quanto esse melodie o sono del tutto popolari, sicchè il popolo, udendone il principio, ne indovina il mezzo e il fine e tutto l’andamento, o s’accostano al popolare, o hanno alcuna parte popolare che al popolare si accosti.

Nè altro è nelle melodie musicali il popolare, se non se una successione di tuoni alla quale gli orecchi del popolo, o degli uditori generalmente, siano per qualche modo assuefatti.

E non per altra cagione riesce universalmente grata la musica di Rossini, se non perchè le sue melodie o sono totalmente popolari, e rubate, per così dire, alle bocche del popolo; o più di quelle degli altri compositori, si accostano a quelle successioni di tuoni che il popolo generalmente conosce ed alle quali esso è assuefatto, cioè al popolare; o hanno più parti popolari, o simili, ovver più simili che dagli altri compositori non s’usa, al popolare. [...]

[...] Quindi è che spessissimo sia giudicato buono ed ottimo dagl’intendenti, e perciò piaccia loro sommamente, e che sia melodia per essi, quello che dal popolo e da’ non intendenti è giudicato o mediocre o cattivo, che poco o niun effetto produce in essi, che poco o nulla gli diletta, che per essi non è assolutamente melodia [...] E per lo contrario interviene spessissimo che quelle successioni de’ tuoni le quali per il popolo sono squisitissime, carissime, bellissime, spiccatissime e dilettosissime melodie, non ardisco dire non piacciano agli orecchi degl’intendenti, ma con tutto ciò dispiacciano al loro giudizio, e ne sieno riprovate, tanto che per essi talora non sieno neppur melodie quelle che per tutti gli orecchi e per li loro altresì, sono melodie distintissime, evidentissime, notabilissime e giocondissime. Il che si può vedere in fatto nel giudizio degl’intendenti circa il comporre di Rossini, e generalmente circa il modo della moderna composizione, la quale da tutti è sentita esser piena di melodia molto più che le antiche e classiche, e da chiunque sa è giudicata non reggere in grammatica ed essere scorrettissima e irregolare. [...]

Certo è che la principale, anzi la vera arte degl’inventori di musica, e il vero, proprio musicale, e grande effetto delle loro invenzioni, allora solo si manifesta ed ha luogo quando le loro melodie son tali che il popolo e generalmente tutti gli uditori ne sieno colpiti e maravigliati come di melodia nuova, e nel tempo medesimo, per essere in verità assuefatti a quelle tali succcessioni di tuoni, sentano al primo tratto ch’ella è melodia. Il qual effetto, proprio, anzi solo proprio della vera vera musica, e solo grande, solo vivo, solo universale, non altrimenti si ottiene che coll’adornare, abbellire, giudiziosamente e fino al debito segno variare, nobilitare per dir così, nuovamente fra loro congiungere e disporre, presentare sotto un nuovo aspetto le melodie assolutamente e formalmente popolari, e tolte dal volgo, e le varie e sparse forme di successioni di note, che gli orecchi generalmente conoscono, e vi sono assuefatti.

Non altrimenti che il poeta, l’arte del quale non consiste già principalmente nell’inventar cose affatto ignote e strane e a tutti inaudite, o nello sceglier le cose meno divulgate, anzi ciò facendo egli più tosto pecca e perde e toglie all’effetto della poesia, di quel che gli aggiunga; ma l’arte sua è di scegliere tra le cose note le più belle, nuovamente e armoniosamente, cioè fra loro convenientemente, disporre le cose divulgate e adattate alla capacità dei più, nuovamente vestirle, adornarle, abbellirle, coll’armonia del verso, colle metafore, con ogni altro splendore dello stile; dar lume e nobiltà alle cose oscure ed ignobili; novità alle comuni; cambiar aspetto, quasi per magico incanto, a che che sia che gli venga alle mani; pigliare v. g. i personaggi dalla natura, e farli naturalmente parlare, e nondimeno in modo che il lettore riconoscendo in quel linguaggio il linguaggio ch’egli è solito di sentire dalle simili persone nelle simili circostanze, lo trovi pur nel medesimo tempo, nuovo e più bello, senz’alcuna comparazione, dell’ordinario, per gli adornamenti poetici, e il nuovo stile, e insomma la nuova forma e il nuovo corpo di ch’egli è vestito.

Tale è l’officio del poeta, e tale nè più nè meno del Musico. Ma siccome la poesia bene spesso, lasciata la natura, si rivolse per amore di novità e per isfoggio di fantasia e di facoltà creatrice, a sue proprie e stravaganti e inaudite invenzioni, e mirò più alle regole e a’ principii che l’erano stati assegnati, di quello che al suo fondamento ed anima ch’è la natura; anzi lasciata affatto questa, che aveva ad essere l’unico suo modello, non altro modello riconobbe e adoperò che le sue proprie regole, e su d’esso modello gittò mille assurde e mostruose o misere e grette opere; laonde abbandonato l’officio suo ch’è il sopraddetto, sommamente stravolse e perdè, o per una o per altra parte, di quell’effetto che a lei propriamente ed essenzialmente si convenia di produrre e di proccurare; così l’arte musica nata per abbellire, innovare decentemente e variare e per tal modo moltiplicare; ordinare, regolare, simmetrizzare o proporzionare, adornare, nobilitare, perfezionare insomma le melodie popolari e generalmente note e a tutti gli orecchi domestiche; com’ella ebbe assai regole e principii, e d’altronde s’invaghì soverchiamente della novità, e dell’ambiziosa creazione e invenzione, non mirò più che a se stessa, e lasciando di pigliare in mano le melodie popolari per su di esse esercitarsi, e farne sua materia, come doveva per proprio istituto; si rivolse alle sue regole, e su questo modello, senz’altro, gittò le sue composizioni nuove veramente e strane: con che ella venne a perdere quell’effetto che a lei essenzialmente appartiene, ch’ella doveva proporsi per suo proprio fine, e ch’ella da principio otteneva, quando cioè lo cercava, o quando coi debiti e appropriati mezzi lo proccurava.

Perocchè io non dubito che i mirabili effetti che si leggono aver prodotto la musica e le melodie greche [...]; effetti tanto superiori a quelli che l’odierna musica non solo produca, ma sembri pure, assolutamente parlando, capace di mai poter produrre; [...] non dubito, dico, che questi effetti, e la superiorità della greca musica sulla moderna, che pur quanto a’ principii ed alle regole, dalla greca deriva, non venga da questo, ch’essendo fra’ greci l’arte musicale, sebbene adulta, pur tuttavia ancora scarsa, non offriva ancora abbastanza al compositore da coniare o inventar di pianta nuove melodie che niun’altra ragione avessero di esser tali se non le regole sole dell’arte; nè da poter gittarne sopra queste regole unicamente, o sopra le forme e melodie musicali da altri inventate di pianta, delle quali non poteva ancora avervi così gran copia, come ve n’ha tra’ moderni.

Ma quel ch’è più, l’arte, sebben cominciò anche tra’ greci a corrompersi e declinare da’ suoi principii, e da’ suoi propri obbietti o fini e instituti, anzi molto avanzò nella corruzione [...] non giunse tuttavia di gran lunga ad allontanarsi tanto come tra noi, e così decisamente e costantemente, dalla sua prima origine, dal primo fondamento e ragione delle sue regole, dalla prima materia delle sue composizioni, cioè le popolari melodie; nè a dimenticare, come oggi, impudentemente e totalmente il suo primo e proprio fine, cioè di dilettare e muovere l’universale degli uditori ed il popolo; nè, molto meno, giunse a rinunziar quasi interamente e formalmente a questo fine, e scambiarlo apertamente in quello di dilettare, o maravigliare, o costringere a lodare e applaudire una sola e sempre scarsissima classe di persone, cioè quella degl’intendenti: il quale per verità è il fine che realmente si propone la musica tedesca, inutile a tutti fuori che agl’intendenti, e non già superficiali, ma ben profondi. Non fu così la Musica greca.

E in questo ravvicinamento della moderna musica al popolare, ravvicinamento così biasimato dagl’intendenti, e che sarà forse cattivo per il modo, ma in quanto ravvicinamento al popolare è non solo buono, ma necessario, e primo debito della moderna musica; in questo ravvicinamento, dico, vediamo quanto l’effetto della musica abbia guadagnato e in estensione, cioè nella universalità, e in vivezza, cioè nel maggior diletto, ed anche talor maggior commovimento degli animi.
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mirrors
Wed Jul 11 2012 Riporta come citazione

Provenienza: San Demetrio L'Aquila Italy
post 6641
Una rilettura, per me, fantastica, grazie, piccolo mietitore.
Togliendo ciò che ha scritto pro domo sua, il grande Giacomo mostra che già alla sua epoca s'era creata, in seno al mare magnum di quella che chiamiamo "musica classica", la spaccatura tra compositore e ascoltatore, almeno in una sua parte altresì importante. Le questioni che solleva sono ancora attualissime e dette con quella lucidità che solo le grandi menti posseggono.
Grazie ancora a chi ce le ha riproposte.


Papà, è vero che il sole scioglie le nuvole?
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piccolo mietitore
Wed Jul 11 2012 Riporta come citazione
[ Magister ]
Iscritto #1032
Iscritto: Mon Jan 25 2010
Provenienza: Vigevano
post 202
Penso che se Leopardi fosse vivo oggi, ascolterebbe soprattutto Eros Ramazzotti, Laura Pausini e forse anche Gigi D'Alessio.
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mirrors
Thu Jul 12 2012 Riporta come citazione

Provenienza: San Demetrio L'Aquila Italy
post 6641
Forse no

Papà, è vero che il sole scioglie le nuvole?
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Almeno sembra...

mirrors on 25 Mar : 10:57
Notevolissimo.
Grazie, piccolo

piccolo mietitore on 23 Mar : 20:32
Oggi vorrei condividere con gli amici di

mirrors on 22 Mar : 18:24
Una bellissima idea
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