http://www.teliad.it/affiliati.html?id=18046
EVULON: IMMAGINARIO COLLETTIVO - Miti di oggi
Più di 1 Miliardo di visite in 7 anni!
 Mappa sito Poesia Politica Pittura Evulon paga Immaginario Satira Musica Approfondimenti Servizi
 Sonerie uniche I Forum Il Web Dediche musicali Attualità Racconti SMS Gratis Saggi - Articoli
NAVIGAZIONE
· HOME
Online
Ospiti: 8, Utenti: 0 ...

Utenti: 989
Ultimo Iscritto: Mechanicus
Benvenuta/o
Giochi di Evulon
BACHECA
Per vedere tutti i contenuti di questo sito o per scrivere nella Bacheca devi essere registrato - per favore fai login oppure, se non sei registrato clicca qui per farlo


bullet mirrors 17 May : 19:08
Ma sì, meglio il cagnolino.
Addio
bullet mirrors 17 May : 18:43
Questa è una chicca da vedere subito: LINK
bullet mirrors 17 May : 17:06
Ehilà, evuloniani!!!
bullet mirrors 16 May : 19:09
Buona serata
bullet mirrors 16 May : 18:28
Anche a me. Non ci sto mai neanch'io. Se ci vado è solo per rispondere a qualche invito ai concerti
bullet Rosella 16 May : 17:28
Mi fanno pena quelli che ci stanno ore ed ore....ma che si godano la vita!!!! quella vera,intendo,non quella falsa e virtuale.
bullet Rosella 16 May : 17:23
Si vive BENISSIMO anche senza,credeteci/mi.
bullet Rosella 16 May : 17:21
@mirrors,io non sto né su fb e né su tw e MAI ci sarò.
bullet piccolo mietitore 16 May : 17:06
Qui anche
bullet glgt 16 May : 14:32
Buon pomeriggio Evuloniani! Qui piove...
bullet mirrors 15 May : 19:12
Buona sera, evulon
bullet mirrors 15 May : 18:54
C'è qualcuno che non stia su fb o tw?
bullet Rosella 14 May : 18:21
Ciao evulon,buona serata.
bullet Rosella 14 May : 18:21
ciao,piccolo mietitore
bullet Rosella 14 May : 18:20
Civetta,sei l'unica,fatti valere!
bullet Rosella 14 May : 18:14
...ma le donne dove stanno,in questo sito?
bullet Shona 13 May : 19:28
Simpatizzo Nanto, che sia chiaro.
bullet mirrors 11 May : 19:24
Buona serata e buona domenica
bullet mirrors 11 May : 19:18
Ciao, civetta
bullet mirrors 10 May : 18:18
Sì, un po' meglio
bullet civetta 10 May : 17:16
ciauz piccolo Miet
bullet civetta 10 May : 17:14

con spazzola e strofinaccio mò ti lucido i forum vecchio Main...
ehehehehehehe
bullet piccolo mietitore 10 May : 17:12
Ciao Civetta!
bullet piccolo mietitore 09 May : 19:42
Meglio questa? LINK
bullet mirrors 09 May : 19:10
Buona serata
NEWSLETTER VELOCE
Ricevi le novità di EVULON direttamente nella casella di posta.
Per disiscriverti troverai il LINK in fondo alla NEWSLETTER
Scrivi il tuo indirizzo Email:


Powered by FeedBlitz
Siti consigliati
Nuovi Download
Nome N-Dl
Combofix per Windows 7 11894
Software per creare un CD-DVD 8234
COLLEZIONE DI JAVASCRIPT 90979
Recupera File 71189
PAINT NET: ottimo elaboratore di immagini 12495
Ewaan: SINFONIA - Quarto movimento 1572
Ewaan: SINFONIA - Terzo movimento 1566
Ewaan: SINFONIA - Secondo movimento 1471
Ewaan: SINFONIA - Primo movimento 1566
EWAAN: Lacrime di principessa 420
AVIRA FREE 2012 IN ITALIANO 723
EWAAN: Concerto per piano e orchestra - Finale 614
FiRE FOX 7 in italiano 191
IMMAGINARIE VOCI: A. Negri - Tant oro io non avea giammai veduto 243542

Vedi tutti i Download
Il Network
Il NETWORK:
- Siti satellite
- Novità nei Cinema
- Directory Project
Gas Esilarante!
Gas Esilarante!
Maurizio Tuesday 08 August 2006

27 gennaio 2006

di Sbancor, sbancor@gmail.com

Fa freddo: Governo Ladro!

Sono di cattivo umore. Eppure leggendo le notizie sull'Italia a freddo provo
un effetto a dir poco esilarante.
Si, perché pochi sanno perché le nostre accorte massaie devono abbassare il
termosifone. Io lo so. E non posso fare a meno che sganasciarmi.

Dunque la storia inizia nel 2003. Berlusconi incontra l' "amico Putin" e
signora. Cosa sia successo in quella villa in Sardegna chiedetelo a Veronica
Lario, povera donna. Comunque fra una spaghettata, una canzone napoletana,
una partita del Milan e varie, il "nostro" promette all'amico Putin (ex
agente del KGB) che si può fare un affare sul Gas. L'affare funzione così:
nella maxi fornitura che l'ENI sta contrattando con Gazprom, e che riguarda
il prolungamento dal 2017 al 2027 dei contratti sulle forniture. 3 o
2 miliardi di metri cubi di metano devono passare per una società "terza".
Una Joint-Venture fra un imprenditore italiano e la Stessa Gazprom.
Semplice. Come pagare una tangente.

L'imprenditore in questione si chiama Bruno Mentasti Granelli. La società si
chiama Central Energy Italia.

La sua esperienza nel settore del Gas è certa: era l'industriale
proprietario della S. Pellegrino, un acqua minerale con "tutte quelle
bollicine" (direbbe Vasco Rossi). Come dire "gasata" o "naturale"?

Ma era anche socio del Berlusca in Tele+. Ciò basti. Lascio la parola a
Giuseppe Oddo, "Il Sole24ore" del 4 novembre 2005.

"Tutto comincia nel 2003, a fine ottobre.
In una sala dell'Hotel Palace di Milano, l'allora amministratore delegato
dell'Eni, Vittorio Mincato, incontra due funzionari della Gazprom. Il
colosso russo presieduto da Aleksei Miller, un fedelissimo del presidente
Vladimir Putin, ha già manifestato un generico interesse ad entrare sul
mercato italiano della distribuzione di gas. Ma in che modo? I due sono
venuti apposta da Mosca per esplicitare i termini della questione. E a un
certo punto porgono a Mincato un foglietto. Il numero uno dell'Eni legge:
Bruno Mentasti Granelli. In Italia, nella vendita di gas al dettaglio,
operano fior di società quali Enel, Edison e Aem. Ma i russi vorrebbero
scegliersi per alleato l'ex industriale dell'acqua San Pellegrino, uno che
col gas non ha mai avuto a che fare e che, a torto o a ragione, è
considerato persona molto vicina a Silvio Berlusconi. Mincato non nasconde
la sorpresa. Non sa neppure chi sia Mentasti. Ma i russi gli fanno capire
che su quel nome vi sarebbe già l'accordo ai " piani superiori" ( e fanno
cenno con l'indice puntato verso l'alto).
Q uesto episodio rappresenta l'antefatto del più discusso contratto siglato
dall'Eni sotto la gestione Mincato. Contratto che Paolo Scaroni, successore
di Mincato, ha prima firmato nel giugno 2005 e poi congelato quattro mesi
dopo, quando ha capito che l'autorità Antistrust non avrebbe mai approvato
una decisione del genere.
Dopo l'incontro dell'ottobre 2003, Eni e Gazprom avviano dunque le
trattative. A condurle è Luciano Sgubini, responsabile del settore gas.
Mincato cerca di starne fuori, anche se è tenuto costantemente informato.
L'intesa procede nel corso del 2004. I russi in sostanza chiedono che l'Eni
ceda alla Gazprom, alla frontiera con l'Italia, 3 miliardi di metri cubi del
metano proveniente dalla Siberia, che la stessa Gazprom dovrebbe distribuire
autonomamente nel nostro Paese, tramite una società mista col suddetto
Mentasti. Le trattative procedono stancamente, riferisce una delle varie
fonti consultate dal Sole 24 Ore. Finché, a fine 2004, Mincato non decide
che l'accordo si può fare solo in cambio di contropartite che compensino
l'Eni della perdita dei margini derivante dalla rinuncia ai 3 miliardi di
metri cubi di gas.
Il do ut des. Il vertice dell'Eni compila allora una lista di possibili
richieste. Primo: Gazprom dovrebbe " addolcire" la clausola del take or pay,
che impone all'acquirente di gas l'obbligo di ritirare e pagare comunque, in
qualsiasi circostanza, fino all' 85 90% della fornitura. Quella percentuale,
dicono all'Eni, andrebbe drasticamente ridotta. Secondo: Gazprom dovrebbe
rivedere la " formula" del prezzo del gas.
La revisione dei vecchi parametri porterebbe infatti a una riduzione di
prezzo del metano russo, che l'Eni potrebbe trasferire al consumatore
italiano o trattenere per sé. Terzo: Gazprom dovrebbe prolungare dal 2017 al
2027 i contratti annui di importazione dalla Russia, che ammontano a 20
miliardi di metri cubi. Quarto: Gazprom dovrebbe accettare che parte del
metano del Karachaganak — il giacimento kazako di cui Eni è importante
azionista insieme a Bg Group, ChevronTexaco e Lukoil — sia convogliato verso
il Blue Stream, il metanodotto tra la Russia e la Turchia. Quinto: Gazprom
dovrebbe altresì accettare di vendere insieme all'Eni quantità seppur
limitate di gas russo su altri mercati europei.
Se Gazprom venisse incontro ad Eni su questi punti, l'Eni sarebbe disposta a
cedere alle sue richieste: rinunciare a 3 miliardi di metri cubi del suo gas
— successivamente ridotti a 2— offrendo ai russi analoga capacità di
trasporto sul gasdotto italiano; cedere alla stessa Gazprom il 25% della
Promgas ( la società mista creata per consegnare alla Edison 2 miliardi di
metri cubi di metano); e infine rinunciare alla metà degli utili realizzati
con la stessa Promgas. Il gruppo del " cane a sei zampe" intermedia infatti
il metano della Promgas, ricavandone profitti per alcune decine di milioni
di dollari.
Ombre nella steppa. Si arriva così alla primavera 2005. Mincato ha nel
frattempo trasferito a Ernesto Ferlenghi la responsabilità delle attività in
Russia ed eliminato dal negoziato Mario Reali, storico capo dell'Eni a
Mosca, che dal 30 giugno 2002 ha rassegnato le dimissioni, dopo decenni di "
militanza" nel gruppo, accettando il ruolo di consulente Le clausole segrete
dell'accordo per compensare il calo dei margini per i rapporti con Gazprom.
Le dimissioni di Reali hanno peraltro a che vedere con le attività operative
dell'Eni in Asia centrale. Egli avrebbe lasciato il gruppo per disaccordi
sulla conduzione di un giacimento in Kazakhstan ( non è dato sapere se
quello di Kashagan, in esplorazione, o quello di Karachaganak, in
produzione). Reali consegna al vertice dell'Eni, nel maggio 2001, dei
documenti sul Kazakhstan, su cui l'internal audit compie varie accertamenti.
Poi DI GIUSEPPE ODDO contesta l'esito negativo dell'indagine interna. Quindi
si dimette pur continuando a mantenere da consulente i rapporti con Aleksei
Miller, che lo insignisce dell'onorificenza di lavoratore emerito
dell'industria russa del gas.
Ma torniamo all'affaire Mentasti. Quando è già primavera inoltrata e il
mandato di Mincato è prossimo alla scadenza, il numero uno dell'Eni entra
per la prima volta in maniera diretta nel negoziato con i russi. Dalla
Gazprom arrivano pressioni per chiudere l'intesa, e Mincato è preoccupato di
rovinare i rapporti col suo principale fornitore. Così, il 10 maggio,
all'improvviso, vola a Vienna con Sgubini, dove lo aspettano i responsabili
del gigante moscovita.
L'incontro si svolge negli uffici della Centrex, una società controllata da
soggetti russi, alcuni dei quali riconducibili a Gazprom. Le trattative
sfociano in un accordo. Ma Mincato, che pure avrebbe i poteri per firmare,
decide di non sottoscrivere l'intesa, imponendo a latere una clausola
sospensiva che fa sì che l'accordo possa essere firmato solo dopo
l'approvazione del consiglio dell'Eni. Al documento appone invece la sua
sigla Sgubini.
Nell'accordo firmato a Vienna si fa riferimento allo slittamento decennale
dei contratti di import ( dal 2017 al 2027), a prezzi bloccati; si parla
della revisione delle clausole di take or pay. Ma degli altri punti
individuati dal vertice dell'Eni a fine 2004 non v'è più traccia. Al
contrario, le richieste di Gazprom appaiono quasi tutte esaudite. Mincato
spera ancora in quel momento nella riconferma al vertice della compagnia. E
probabilmente accetta quelle condizioni pensando di poterle correggere in
una fase successiva. L'intesa era infatti composta da un sintetico accordo
quadro, al quale sarebbero dovuti seguire vari contratti attuativi. Sta di
fatto che tornando in Italia apprende — forse la sera stessa del 10, forse
l' 11— che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha deciso di
rimpiazzarlo.
Il problema delle deleghe. Il 1 ? giugno 2005, uscito di scena Mincato, il
consiglio dell'Eni nomina amministratore delegato Scaroni, al quale
attribuisce le deleghe operative. E già in quella riunione un consigliere
solleva la questione dei contratti di gas ( ma senza riferimento alla
vicenda Gazprom), sostenendo che la delega per i contratti strategici debba
essere trasferita dall'amministratore delegato al consiglio. Scaroni è
d'accordo. Chiede solo un po' di tempo per formalizzare il tutto. Senonché
nei giorni successivi Sgubini lo informa per la prima volta del contratto
siglato a Vienna. Sgubini gli dice che è necessario tradurlo in pratica, con
la firma. Così Scaroni convoca una riunione per informare l'intero
consiglio. All'incontro, che si svolge a Roma il 14 giugno, è anche presente
il direttore della divisione gas. Il quale sciorina per un'ora e mezza i
punti chiave dell'accordo, mostra slides, elenca cifre, sottolinea i
vantaggi per l'Eni. Il consiglio ascolta e prende atto. E tanto basta a
Scaroni per apporre la firma all'accordo il 16 giugno, mentre è ancora in
possesso, formalmente, della delega sui contratti.
Qui sorgono i problemi. Non tutti i consiglieri giudicano infatti
conveniente l'intesa sottoscritta. Nella versione definitiva dell'intesa
sparite gran parte delle condizioni A contestarla, fra gli altri, è Alberto
Clô. L'ex ministro dell'Industria, eletto in consiglio come indipendente per
conto dei fondi, vuole approfondire l'accordo e chiede un supplemento di
discussione. A suo giudizio, l'ingresso di un Paese produttore di gas in uno
dei principali mercati di sbocco, come l'Italia, non può essere deciso con
una semplice presa d'atto, ma va deliberato per alzata di mano. Il cda si
riunisce quindi di nuovo il 28 luglio, per approvare il rendiconto del primo
semestre 2005. E Clô, al termine di un intervento, fa verbalizzare una
dichiarazione in cui chiede spiegazioni sulle procedure seguite per portare
a termine il negoziato e sugli effettivi vantaggi e svantaggi per il gruppo.
Con lui è schierata una parte sempre più ampia del consiglio, anche perché
sembra che la decisione di cedere ai russi capacità di trasporto non sia
condivisa pienamente dagli uffici dell'Eni.
Il consiglio del 28 provoca l'entrata in azione del collegio sindacale e del
comitato per il controllo interno dell'Eni ( l'audit commettee), i quali
mettono in moto un'indagine conoscitiva. Le risultanze dei sindaci saranno
poi note in ottobre e avvaloreranno la risoluzione dell'accordo verificatasi
nel frattempo. Intanto Scaroni ha chiesto al professor Franco Bonelli un
parere pro veritate per sapere in che misura la presa d'atto del cda sia
equiparabile a una deliberazione. E Bonelli gli ha risposto che, nel momento
in cui il consiglio è informato di un contratto ancora da realizzare, la sua
presa d'atto equivale a « implicita ma sicura condivisione » .
Gli eventi precipitano. Il nome di Mentasti, però, è già di dominio
pubblico. E in ottobre Gazprom presenta la società con cui intende operare
in Italia. Si chiama Central Energy. La sua catena di controllo conduce in
Russia, Germania, Austria, Liechtenstein. E nel suo azionariato figura, come
da copione, l'ex imprenditore delle acque minerali.
Non solo: i giornali, a torto o a ragione, hanno messo in relazione
all'affare Mentasti l'incontro estivo privato tra Putin e Berlusconi. E a
completare l'opera ci si mette anche l'antitrust, facendo trapelare la sua
contrarietà a un'intesa che non favorirebbe il libero mercato. Come può la
Gazprom far concorrenza all'Eni, suo principale cliente, avendo per socio un
signore che di gas non sa niente? Scaroni vola dunque a Mosca per spiegare
ai vertici della Gazprom che l'Antitrust non approverà mai un contratto così
poco credibile e che tanto vale congelarlo subito e concordare altre forme
di cooperazione anche nel settore petrolifero.
L'accordo del Palace, a questo punto, sembra acqua passata. Tuttavia, per un
giudizio compiuto, è bene aspettare le prossime settimane, quando i gruppi
di lavoro di Eni e Gazprom avranno messo a punto le linee guida del nuovo
contratto. Probabilmente nel frattempo Scaroni avrà anche presentato al
consiglio dell'Eni un atto formale di annullamento dell'intesa del 10
maggio. "

Il problema sorge quando Scaroni va in Russia a spiegare ai Russi perche
l'accordo è impossibile. Alexei Miller, il nuovo capo di Gazprom è un duro.
Lascia Saroni, Amm.delegato della V° società petrolifera mondiale in
anticamera per oltre quattro ore. Cosa avrà meditato Scaroni in quelle ore
quattro? Mistero. Forse la distanza che ormai lo separa irremibialmente da
Enrico Mattei? Ne dubito. Gli idioti sono tali perchè non pensano. E non
pensando operano nel plauso generale.

Insomma: in Italia la storia dell'accordo mancato compare sui giornali fra
ottobre e novembre 2005. Sconcerto. sopratutto sui giornali russi.

I Russi aspettano, come al solito il "Generale Inverno" per vendicarsi della
tangente e dell'accordo svanito. E se il Generale Inverno non li ha traditi
con Napoleone e Hitler figuriamoci con Scaroni!

L'Inverno è freddo. E loro riducono le forniture di Gas. A noi e
all'Inghilterra. non alla Germania, che è azionista di Gazprom. Certo le
riducono anche alla Serbia (-25%) e all'Ukraina.

L'inverno è freddo e i "barboni" muoiono.

Sopravvive invece Scaroni, l'idiota di Dostoievski, e si sposta verso il
Centro-Sinistra, che nella prossima legislatura potrebbe privatizzare l'ENI,
per dimostrare agli anglofoni che noi siamo fedeli al liberismo. Fedeli fino
al punto di darci una mazzata sulle palle. Ma siccome, le palle, non ce le
abbiamo più, la mazzata non fa troppio male.

Si dice che De Gaulle uscendo da una riunione vide fra la folla un uomo con
un cartello su cui era scritto: "Morte agli Imbecilli!".

Il Generale commentò "Vaste Programme!".


invia email per segnalare ad un amico per stampare facilmente
>> Lista degli articoli di questa Categoria
<< Torna alla front page degli articoli
Votazione
Articolo votato:  10.0 - 3 voti

Su questo sito devi essere loggato per postare i commenti - per favore, loggati oppure se non sei registrato clicca qui per iscriverti
C E R C A su EVULON

Prova il nostro MOTORE DI RICERCA.
Aforismi di HRouge

Orologio e CHAT
Ultimi post sul Forum
civetta on 10 May : 17:26
Dal mondo del fashion...


Shona on 18 Apr : 18:29
E coi cristiani non funziona? Che sia un

mirrors on 26 Mar : 10:48
Sindrome down per perdita proteina

mirrors on 26 Mar : 10:12
Occhiali Google come 'super-telecomando'

mirrors on 26 Mar : 10:05
A fuoco letto ortopedico, muore disabile

mirrors on 26 Mar : 10:00
Corea Nord pronta azione,target basi Usa

mirrors on 25 Mar : 17:42
Ahahah, già è vero, senonché ha, per me

piccolo mietitore on 25 Mar : 12:26
Vero che è incantevole, questo video? L'

mirrors on 25 Mar : 11:55
Almeno sembra...

mirrors on 25 Mar : 10:57
Notevolissimo.
Grazie, piccolo

piccolo mietitore on 23 Mar : 20:32
Oggi vorrei condividere con gli amici di

mirrors on 22 Mar : 18:24
Una bellissima idea
Altre Notizie
bullet indovinello
bullet Volete sapere...
bullet PURA FOLLIA
bullet PROPOSTO DAL MAIN
bullet la non-poesia
bullet Muore a Los Angeles Whitney Houston
bullet Ma noi vi amiamo...
bullet Esplosione in fabbrica, morto un operaio
bullet Via a permesso soggiorno a punti
bullet Visibilità on line
Articoli
bullet Perché una Messa? Perché no? Finale
bullet Perché una Messa? Perché no? 6
bullet Perché una Messa? Perché no? 5
bullet Perché una Messa? Perché no? 4
bullet Perché una Messa? Perché no? 3
bullet Perché una Messa? Perché no? 2
bullet Il Decalogo del terremotato (e della terremotata) consapevole
bullet Perché una Messa? Perché no?
bullet Visibilita in rete
bullet John Coltrane: Le cose che piacciono a me
PUBBLICITA' PROGRESSO
Pubblicita Progresso: Leggere aiuta a crescere
© GLGT
Contatore
Numero di volte che gli ISCRITTI hanno visitato questa SEZIONE del SITO, oggi:: 241
Visitatori Totali: 236708433
(unici dal 30-01-06:236479363)
Record: 149683 (unici:149669)

Regolamento e Privacy
Ospitato su Server di AziendeItalia.com
INFO e contatti con il Main Admin
WEBMASTER


Tutti i marchi © sono dei rispettivi proprietari, altri contenuti, immagini e testi vari sono di EVULON.
Evulon non è da ritenersi responsabile per i contenuti postati dai suoi iscritti
o per i Siti che gli Utenti consigliano
Realizzato secondo le regole della GNU GPL license