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bullet mirrors 24 May : 11:30
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Ciao, evulon delle nuvole
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Ciao, piccolo miet.
bullet piccolo mietitore 22 May : 16:50
Ciao mirrors
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Qui la butta che dio la manda
bullet mirrors 21 May : 19:09
E ciao a super mario
bullet mirrors 21 May : 18:26
Viva tetris, allora.
bullet piccolo mietitore 21 May : 15:30
Certo che Tetris è sovietico! Anche un po' stachanovista, secondo me. Guarda qua: LINK
bullet Rosella 21 May : 13:23
...anche a te
bullet mirrors 21 May : 13:19
Riapparsa Rosella...
Ti saluto con un good morning
bullet mirrors 21 May : 13:04
Ma davvero tetris è sovietico?
bullet mirrors 21 May : 13:04
Scappata...
bullet mirrors 21 May : 12:46
Ciao, Rosella
bullet mirrors 21 May : 11:18
'rno evulon!
bullet piccolo mietitore 20 May : 19:12
Ciao mir, buona serata, io gioco a Tetris perché è sovietico
bullet mirrors 20 May : 18:17
Buon pomeriggio a tutti
bullet mirrors 20 May : 13:14
Ciao, piccolo miet
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bullet mirrors 20 May : 13:10
C'è qualcuno che ha fatto il cruciverba?
bullet civetta 20 May : 08:50
Ci sono...ci sono...
bullet piccolo mietitore 19 May : 17:17
A Beethoven e Sinatra preferisci l'insalata?
A Vivaldi l'uva passa, che ti dà più calorie?
bullet mirrors 17 May : 19:08
Ma sì, meglio il cagnolino.
Addio
bullet mirrors 17 May : 18:43
Questa è una chicca da vedere subito: LINK
bullet mirrors 17 May : 17:06
Ehilà, evuloniani!!!
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Dell'amore ed altre storie: le opinioni di un iperventilato.
Dell'amore ed altre storie: le opinioni di un iperventilato.
HRouge Tuesday 14 December 2010

Il Racconto del mercoledì anticipato a domenica?
L'immaginario collettivo al galoppo!


Dell'amore ed altre storie: le opinioni di un iperventilato.
Racconto di H.Rouge:
Nota dell'autore: non fatevi spaventare dalle apparenze: questo non è un saggio di antropologia o di psicosociologia dell'amore. Sembra una cosa seria ma non lo è. Leggete pure con la dovuta leggerezza.

Amore, amicizia, parole che riconducono, evocano, producono qualcosa che è fra l'onirico ed il sacro.
Ed è per questo che infinite generazioni si sono aggirate intorno a questi temi, per così dire, universali. Generazioni che si sono poi scontrate con una realtà dura, fatta di sofferenze, tradimenti, abbandoni e sciagure sia nelle amicizie che nell'amore cosiddetto.

Esiste dunque il mito della felicità di coppia, mito antico e le cui origini sono forse rimosse dalla cultura della colpa e del dovere, introdotta dalla tradizione giudaico-cristiana che ha devastato quello spazio minimo che c'è fra uomo e donna.
Si aggiunge a questo il bisogno d'appartenenza all'altro, quell'appartenenza indistinta che inizia nel rapporto madre-figlio e si ripete come incessante desiderio di congiunzione-ricongiungimento fisico, unione, fratellanza, e condivisione di sguardo e di cibo, di silenzio e di parole non dette o ancora da dire.
L'amico è colui che è due volte se stesso quando è con te, diverso, distante eppure fraterno come la coperta del cielo che mai t'abbandona.
Ma sono tutte belle parole perché la grammatica dei sentimenti ha bisogno di fisicità per esprimersi. E' connaturato nella natura fisica dell'uomo. Sia per quanto riguarda l'allevamento della prole che la produzione di nuovi individui attraverso la complessa alchimia della sessualità.
Sembra quasi il regalo di nozze (che poi è un regalo di addio) di una divinità che abbiamo dimenticato per sostituirla con i paramenti sacri codificati da millenni di bugie e riattribuzioni di potere e di veti da parte degli uomini che si sono autoeletti portatori della verità ultima (che non è mai la prima). Non si può ritornare al bue guardando un piatto di trippa! E nemmeno lo si può immaginare. Ma è così che trattiamo l'origine delle nostre passioni ancestrali, utili e necessarie a moltiplicare il numero degli uomini e la loro infelicità.
Amore, amicizia, pozzi senza acqua o senza fondo. Entrambi inutili perché irraggiungibili nello scopo per cui sono stati chiamati pozzi e non semplicemente buchi nella terra. Terra che poi era una madre distratta ed ora è una madre distrutta. Distrutta da noi che abbiamo scavato dentro le cose e ne abbiamo succhiato via i semi ed abbiamo reso sterili noi stessi ed i nostri sentimenti.
Ho sempre sospettato che le generazioni passate non sapessero amare perché nessuno aveva dato loro una vera educazione sentimentale. Oggi scopro i giovani incapaci di amare perché ne hanno ricevuta anche troppa e tutta interessata a farne dei superconsumatori, dei fumatori d'ovvio.
La banalità degli amici di Maria De Filippi, o i fanciullini idioti dei film di Muccino.
Spero perciò di offendere qualcuno dicendo queste cose, perché qualcuno si scuota e mi offenda a sua volta, così almeno che possa guardare in faccia qualcosa di reale e non solo fantocci ed imitazioni dei Manga o delle retroproiezioni immaginifiche di MTV.
Ma torniamo all'amicizia cantanta dalle canzoni di oggi, perché i cantanti, i compositori non sanno più che dire di se stessi e tantomeno degli altri che gli altri non li hanno mai guardati in faccia, forse hanno visto solo le terga mentre se ne andavano via di schiena, in retromarcia,la bottiglia di birra in mano, le chiappe griffate e il tatuaggio indelebile sul cuore.
Gira troppa Coca nelle narici della gente per poter annusare l'amicizia. Figuriamoci l'amore, quello vero, quello di oggi che poi domani è diverso come un lenzuolo che abbiamo sporcato amandoci l'un l'altra a colpi di cioccolato fondente!
Massì dai facciamoci amiciziare, facciamo amicizia nascondendoci dietro un Nick! E perché no? Così siamo al sicuro da belle sorprese.

Io sono felice che la gente si parli o almeno ci provi. E poi tutti a correre a ricercare la nuova stella del'anima, l'amicizia del cuore, del fegato, del pene che non ci sta più nella testa e devi raccontarlo ad un amico o ad un'amica perchéssennò scoppi! E gli dici che la tua storia con lui/lei/l'altro/la-montagna-di-rifiuti-che-ti-porti-dentro e quel che sarà, non funziona, sei disilluso, ferito, annoiato o incuriosito da quellallà che è tutta tenera e spiritosa come una pulzella da sogno e magari ha le zecche o è una vecchina di 70 e più nipoti, magari è bella Con-doleeza o senzaleeeza.
...O da quellollà che ti pare bello e manco l'hai visto. Però scrive come un Dio, magari con un dito solo e quando fuma o si gratta, scrive col naso che ce l'ha lungo come il dito medio, quello del vaf fan cu lo a pugno chiuso che se non stai attento ti viene una tendinite. E solo per fare lo spiritoso.
Sì ti sfoghi con gli amici che non hai e tutti a fingere di avere un amico di penna o perché no? Di pena!

Cinico io? Ma figuriamoci!
E dell'amore conosciuto sul web?
Io so di fiorenti società americane che vendono felicità ai cuori solitari: (esistono anche in Italia ma il successo è minore, la nostra società è troppo supercattolicizzata e questo danneggia moltissimo le relazioni che non siano per così dire di "nascita casuale" perché interviene il ben noto grimaldello anti-felicità che è il senso di colpa) il successo di coppia è assicurato. E duraturo. Ma la ragione qual è? La ragione è che chi vi si accosta è già pronto a dire di sì a qualcuno e l'altro è pronto anche lui. C'è un progetto di fondo, comune ad entrambi e nessuno dei due e disposto a rinunciarvi visto che è disposto a pagare.
Funziona sì!
Perché non dovrebbe funzionare col Web?
E allora amiamoci, massacriamoci il cuore di belle fantasie e poi incontriamoci e restiamo delusi. Un po' come il superenalotto! Mica si vince sempre eh?
La maggior parte delle volte butti via i soldi che, se messi tutti insieme ci compravi una casa.
Eh ma quando vincerò...
Ah, sì? E quando vinci? Ma soprattuto: chi vince?
La natura vince sempre.
Incontri uno/una, ci vai a letto, nasce un innocente che poi per vendicarti del fatto che sia nato lo fai diventare subito colpevole e giù botte, ma intanto hai cambiato PC tre volte!
E il partner molte di più.

Ci siamo divertiti, abbiamo conosciuto persone meravigliose o tremendamente cretine e siamo qui.
Con le mani in gembo, seduti su di una panchina del parco, con l'I-pod che rimanda indietro di dieci anni la memoria a canzoni scelte a caso o per vendetta, quelle più struggenti, e poi ti alzi, scansi un cane che piscia sull'albero e schivi pure il suo padrone (lui non piscia, si annoia e basta e non sai se a tirare è il cane od il padrone: c'è solo quel guinzaglio ambiguo che ti fa pensare come alle volte, l'inversione dei ruoli renda tutto molto più ridicolo) e te ne torni a casa dove c'e il tuo /la tua vera amante: il computer. Con quello voli, ci fai le gite, ci parli, ti diverti, giochi, ti informi ti spalli t'incaz zi, condividi avventure, amicizie nuove, abbandoni amicizie, storie vecchie e nuove, scopri d'essere permaloso/a come una scimmia, sensibile come una chiappa dopo un'abrasione per una caduta dalle moto, e scopri pure d'essere attraente per altri che, se ti vedessero per strada, ti attraverserebbero come un banco di nebbia.
Anche se sei bello/bella come un Dio greco.
Ecco perché certa gente si nasconde dietro avatar cretini: non vuole farsi riconoscere, vuole nascondere il fatto di essere tremendamente bella.
O brutta.
Che poi è un'opinione.
Tua o di altri è sempre un'opinione, una discriminante necessaria a dire di no prima che lo dicano gli altri.
Quanti di noi non si sono mai buttati, non hanno mai fatto l'avance fatale per timore di essere respinti?
Tutti?
Adesso non esagerate!
Qualcuno ci sarà eh?
E vabbé.

Comunque il computer aiuta un casino. Che si scriva computer e poi si pronunci compiuter poco importa.
L'importante è partecipare alla danza di Shiva, la danza che dette vita all'universo.
Ma che fatica trovare qualcuno con cui condividere i piaceri dell'esistenza in vita.
E che cos'è poi questa vita che non meriterebbe di essere vissuta? Ma via, non scherziamo! Come diceva Lorenzo il Magnifico (che poi era brutto e forse per questo il termine "fico" e poi slangato in "figo" ha tratto origine dal paradosso della bruttezza accompagnata dalla magnificenza del fascino e della cultura) "Quant'è bella giovinezza che si fugge in tuttavia, chi vuol esser lieto sia del doman non c'è certezz... "
Eh? come?
Ah No?
Ho capito: il termine "Figo" non deriva da quello ma dalla trasposizione di un'altra parola che molti di noi temono di pronunciare. Così come temono di esporsi. E torniamo lì, cioè qui, dietro un monitor e viviamo due vite parallele (Plutarco non c'entra un piffero!): abbiamo paura di essere delusi e fingiamo di giocare ad un gioco di ruolo che gioco non è. Anche se il ruolo gioca il suo ruolo. E non se ne esce più.
E ci innamoriamo di brutto, non più della compagna del primo banco (quella la sbattiamo a terra con una zainettata, il bullismo dev'essere griffato, sennò che bullismo è?) ma ci innamoriamo del bel tenebroso o dell'allegro giullare, salvo scoprire che siamo schizofrenici e di notte scriviamo con il nome di Amanda e di giorno scriviamo con il nome di Silvano. Insomma, intrecciamo una tresca con noi stessi! Vuoi mettere la delusione? Non puoi nemmeno lasciati!
Tutta la vita con il senso di colpa per un amante che non è mai esistito o cioè sì ma eri tu. Amante due volte, doppio senso di colpa, una unica sfiga!
Ma poteva andare peggio, potevi innamorarti di una stron za.

Con le amicizie va meglio. Tanto si resta separati da una tastiera.
Le amicizie di penna erano più pericolose, uno ti poteva pugnalare alle spalle con una biro da due soldi e ci facevi una brutta figura. Ma con la tastiera, al massino, la puoi prendere in testa e se è wireless, non rischi di inciampare nel filo quando scappi per evitare il monitor.
E quando ti innamori dell'amico/amica conosciuta sul Web? Ah è la cosa più bella del mondo perché qui l'innocenza è più grande della stupidità che ci spinge fra le braccia di chi conosciamo solo per quello che ci siamo immaginati. Ma vuoi mettere la bellezza struggente di un sentimento puro come l'acqua minerale?
A proposito come la volete? Frizzante? Naturale? Ben cotta o al sangue?

Lui è vecchio come uno stromatolite (se non sapete cos'è andate su google) lei pure. Entrambi si illudono che l'alto sia più giovane. Si incontrano e, curiosamente (chi l'avrebbe mai detto dato le premesse?) s'innamorano pazzamente l'uno dell'altra. Fanno un figlio (non si sa come, avendo entrambi superato i settanta anni) e il figlio ha già fatto il militare (certe cose succedono solo sul web ed in certi racconti scritti da me) e dopo pochi giorni s'invaghisce di una mietitrebbia e si fa contadino in un agriturismo.
Si potrebbe forse dire che incontrarsi sul web favorisce lo sviluppo degli agriturismi?
No?
E allora perché ci sono tanti siti di agriturismo sul web?
Forse per favorire gli incontri fra la natura ed i timidi?
Sì, perché alle volte mi chiedo se davvero i timidi sono favoriti nelle amicizie e nell'amore se praticano la via del Web. E gli agriturismi farebbero da sensali, da ruffiani e da Cupidi.
Non mi sembra che le cose stian così. Non del tutto, non per tutti.
Insomma amore e Web sono solo una favola per gli sciocchi? Una trappola per allocchi? Una gioia per gli occhi? (ignorate quest'ultima frase)
Credo di sì ma anche le trappole, alle volte, servono allo scopo. Catturare qualcosa che poi si rivela meraviglioso: e questa cosa si chiama "opportunità".
Certo bisogna essere ben preparati, non aspettarsi di trovare una motonave carica di diamanti in una trappola per orsi o un criceto dentro una trappola per polpi.
Ecco la parola giusta: non aspettari qualcosa di preciso ma essere pronto a balzare sulla preda con quello spirito allegro e ironico con la quale vi strappate le sopracciglia davanti allo specchio, per non apparire come Mangiafuoco, il burattinaio di Pinocchio.

Avete conosciuto qualcuno che a leggerlo vi piace? E' spiritoso/spiritosa? E' gentile tanto da aprirvi le porte USB quando entrate nella chat o nel forum? E' colto, intelligente, generoso, oppure, se preferite, è vigoroso, misterioso, accattivante, aggiornato come Vindoz Vista? Magari è tifoso della vostra stessa squadra? E perché non incontrarlo? Magari nasce qualcosa, una bambina con le bretelle.

Oppure lei: ha un avatar da sballo? Appena si accorge che siete online cerca subito di mandarvi i saluti? Vi segue, vi fa sentire un Dio? Vi difende dagli attacchi degli altri? si insinua come una marea nei vostri pensieri? Scrive bene o benino ma è sempre allegra, disponibile a scherzare, vi fa sentire leggero e non con la pistola puntata addosso? Insomma non vi fa sentire inferioremalgrado sia più preparara ti voi? E allora perché non incontrarla? Magari è pure carina e potrebbe scapparci una partita in trasferta così trovate una scusa per stare più vicini e magari vedere se ci stà a farsi quattro risate, un panino in un motel e una bella nottata a russare come due gorilla. E poi chissà. Magari nasce qualcosa. Una storia d'amore tutta per voi che siete più romantici di Delly e di Emily Dickinson messe insieme!
E poi vi incontrerete, imbarazzo reciproco ma lei sarà più sveglia di voi (e vi pare strano?) e romperà subito il ghiaccio con una battuta. Ma la battuta vi imbarazzerà ancora di più e vi verrà da starnutire. I Pop Corn voleranno per tutta la piazza e vi vergognerete come un verme ad una mostra di galli da combattimento. Andrete alla partita, la vostra squadra del cuore verrà sconfitta con un sonoro 15 a zero. (non è che avete sbagliato stadio, è proprio andata così!). Insomma ve ne tornerete a casa vostra senza aver combinato niente? E vi sarà andata pure bene! Lei sarà stata così delusa che non sapeva come dirvelo, che quella cravatta a pallini gialli stonava sul vostro maglione fucsia e che le cravatte non si portano sul maglione. Soprattutto non si portano dietro le spalle ma sul davanti. Ma la cosa più orrenda erano i vostri pantaloncini alla zuava ed i calzini bianchi con la scritta Nike in giallo sporco tipo maionese con il pompelmo rosso al posto del limone, che fa tanto calzino taroccato!

Niente di che, La sera, davanti al monitor acceso, riprenderete la vostra conversazione e lei sarà sempre lì anche se magari vi sembrerà un po' meno accesa e forse un po' più distratta. Siete lì che leggete i post quando all'improvviso vi prude un piede e vi grattate un occhio! Neanche questo sapete fare bene.
A lei è andata meglio, si è risparmiata una faticata in più: rivedervi una seconda volta dal vivo.

E che dire delle amicizie che si infrangono come nasi sul parabrezza quando non vi allacciate le cinture e l'Air-Bag non funziona, cioè scoppia solo dopo trenta secondi dall'impatto, mandandovi a sbattere contro il sedile di dietro?
Io conoscevo una ragazza che chiamavamo "Hair-Bag" perché aveva la testa a tromba e i capelli che sembravano una valigia. Lei diceva sempre che i capelli gli erano venuti così dopo lo scoppio improvviso (e senza ragione) del suo Air-Bag mentre faceva all'amore con il suo fidanzato. Lo spavento gli aveva cotonato i capelli. Da lì il nomignono Hair (capelli) Bag (valigia). Non era rimasta incinta solo perché aveva preso delle precauzioni ineccepibili: il suo fidanzato era dall'altra parte della città.

Si erano conosciuti in una chat e dopo poco tempo, si erano incontrati quasi subito e messi quasi subito insieme. Non subito e non contemporaneamente, però. Impiegarono un po' di tempo per sincronizzarsi. Sembravano una coppia felice ma si trovavano bene sono chattando.
Quella sera, lei con il suo portatile, lui con la sua postazione fissa, facevano l'amore virtualmente: non avevano avuto tempo di vedersi dal vivo ed erano ripiegati sul virtuale, così tanto per provare. Fattostà che lo scoppio dell'Air-Bag aveva scombussolato un po' il loro rapporto. Avevano segretamente pensato, senza confessarlo, di essere incappati un una sorta di castigo divino. In realtà era sono un difetto dell'Air-Bag che, sensibile alle onde radio emesse dal portatile collegato via Wireless, era esploso come una castanga.
In pratica, due persone che si erano conosciute sul Web, dopo una breve amicizia avevano deciso di convogliare nella sessualità più sfrenata pur rimanendo amici.
Meno complicazioni, meno rogne, meno storie che poi finiscono male. Del resto era già una moda, questo genere di coppia senza vincoli di sessualità, appartenenza ed affettività era cosa comune fra i giovani americani della middle cass e loro, che andavano sempre in classe economica sugli Intercity, si sentivano innalzati a quella borghesia che, secondo me, niente aveva a che vedere con Jorge Luis Borges.
In realtà i due si volevano bene e si stimavano reciprocamente: non erano belli ma entrambi simpatici. Fortunatamente l'una all'altro, sennò sarebbe sorto qualche problema.

La loro amicizia dura ancora malgrado i capelli di lei. Lui mi ha detto che quando fanno all'amore dal vivo, lei si guarda sempre intorno con aria preoccupata, come se si aspettasse che scoppiassero i cuscini, il cane di peluche, il figorifero, lo stereo o le scarpe della Geox che lui porta estate ed inverno.
Belle scarpe però.

Questo esempio di amicizia sul Web non vi tragga in inganno: su dieci donne che conoscono un uomo sul web, la metà sono travestiti! (se non la capite, questa ve la spiego a parte)...
Ai miei amici Hair-Bag è andata davvero bene ma non per tutti è così: ci vuole molta prudenza e parlare d'amore e di amicizia è parlare di una cosa seria.
Noi tutti siamo una cosa seria. Peccato però che ci trattiamo (trattiamo noi stessi) come se fossimo un avatar che si può cambiare con un clic. La nostra faccia e il nostro cuore restano gli stessi.
Se solo imparassimo ad amare noi stessi, forse non avremo tutte quelle difficoltà a trovare qualcuno con cui condividere l'amore che proviamo per noi stessi e quando chiediamo all'altro di amare l'oggetto del nostro amore, sappiamo indicare quell'oggetto puntando il dito nella direzione giusta. Verso di noi.
Se l'altro trova avvincente fare la parte dell'amante di qualcuno e magari noi, per l'altro, siamo appetitosi come un bigné caldo, perché non lasciarsi andare alla follia di un cappuccino a colazione?
E se davvero vogliamo essere amici di qualcuno perchè non accettare l'idea di risparmiargli le nostre rogne personali per dedicargli tutto il tempo disponibile a parlare di cose senza importanza e magari facendosi due o tre risate senza pensare ad altro che alla propria narice destra che pizzica od alla musichetta che arriva da lontano e poi lo schianto di quell'imbecille che teneva l'autoradio a palla e non ha sentito la sirena dei pompieri che arrivavano come un treno?
Non è forse bello avere un'amica o un amico di tastiera con cui sollazzarsi in amenità divertenti mentre il vicino di casa spara a quel cagnaccio rognoso che abbaia alle due di notte e vi tiene sveglio come una puerpera in procinto di partorire, e l'urlo che udite subito dopo non è il guaìto del cane ma l'urlo del suo padrone che era uscito per portare a pisciare il cagnaccio e si è beccato la scarica di pallettoni nelle chiappe protette solo dal pigiama a righe?
Non è forse bello tutto ciò? Non vi fa sentire in pace col mondo?
Se non aveste avuto quell'amico/amica di tastiera, il rumore dello sparo non l'avreste nemmeno sentito.
Quando dormite non vi sveglia nemmeno una cannonata.
I cagnacci sì però!
...E che si facessero anche loro degli amici sul web!

© H.Rouge


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Commenti ...
bullet piccolo mietitore | 04 Jan : 16:03
Commenti: 177

Registrato: 25 Jan : 17:31
Bello, quasi quasi gli chiedo l'amicizia su Fessbuk


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Ahahah, già è vero, senonché ha, per me

piccolo mietitore on 25 Mar : 12:26
Vero che è incantevole, questo video? L'

mirrors on 25 Mar : 11:55
Almeno sembra...

mirrors on 25 Mar : 10:57
Notevolissimo.
Grazie, piccolo

piccolo mietitore on 23 Mar : 20:32
Oggi vorrei condividere con gli amici di

mirrors on 22 Mar : 18:24
Una bellissima idea
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