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E ciao a super mario
Viva tetris, allora.
Certo che Tetris è sovietico! Anche un po' stachanovista, secondo me. Guarda qua: LINK
...anche a te
Riapparsa Rosella...
Ti saluto con un good morning
Ma davvero tetris è sovietico?
Scappata...
Ciao, Rosella
'rno evulon!
Ciao mir, buona serata, io gioco a Tetris perché è sovietico
Buon pomeriggio a tutti
Ciao, piccolo miet
O qualche altro gioco?
C'è qualcuno che ha fatto il cruciverba?
Ci sono...ci sono...
A Beethoven e Sinatra preferisci l'insalata?
A Vivaldi l'uva passa, che ti dà più calorie?
Ma sì, meglio il cagnolino.
Addio
Questa è una chicca da vedere subito: LINK
Ehilà, evuloniani!!!
Buona serata
Anche a me. Non ci sto mai neanch'io. Se ci vado è solo per rispondere a qualche invito ai concerti
Mi fanno pena quelli che ci stanno ore ed ore....ma che si godano la vita!!!! quella vera,intendo,non quella falsa e virtuale.
Si vive BENISSIMO anche senza,credeteci/mi.
@mirrors,io non sto né su fb e né su tw e MAI ci sarò.
Qui anche
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IMMAGINI DEL PENSIERO, pagina 1
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I SENTIMENTI
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civetta Tuesday 10 July 2007
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Come nasce il sentimento nella nostra vita?
Allora bisogna ritenere che, in fondo, l'esperienza importante della nascita e il lungo, lunghissimo accudimento, che il bambino costringe gli altri ad avere, diventa fondamentale per i sentimenti. Noi ormai abbiamo imparato della psicoanalisi, che il bambino vive un mondo di amore e di odio indescrivibile, sin dai primi attimi della nascita. Ed è probabile che questo amore, quest'odio, diciamo tutta la gamma dei sentimenti che noi conosciamo, derivi proprio da quella esperienza. Non è un caso che il bambino abbia dei tratti somatici che spingono alla tenerezza, e probabilmente questa dimensione somatica del bambino depotenzia una possibile aggressività che gli adulti potrebbero avere nei suoi riguardi. E' in questa fase così importante, nella quale il bambino cerca la relazione con i grandi e, naturalmente, i grandi cercano la relazione col bambino, che si sviluppano i sentimenti, nei quali poi noi tutti siamo inseriti. Io ho scritto molti libri su questo argomento, anche perché in fondo il nostro lavoro si basa soprattutto sui sentimenti. Io sono giunto alla conclusione che la sofferenza umana si lega soprattutto al nostro mondo di relazioni. Noi possiamo essere felici, contenti, se sappiamo che in questo momento qualcuno pensa a noi, se sappiamo che in questo momento noi abbiamo un rapporto, una relazione con una persona che ci piace, con una persona a cui noi piaciamo. E questo ci rende felici. Ma pensate la disperazione che ci prende nel momento in cui siamo in situazioni in cui, per esempio, ci sentiamo soli. Ed è una situazione molto dura. Tra l'altro questa situazione, io penso, è quella che contraddistingue, un pochino, la vita della persona anziana. La vita della persona anziana è dura, è faticosa, perché ha sempre minori possibilità di intessere dei rapporti. Ma noi siamo fatti di rapporti, e nei rapporti c'è la nostra gioia e la nostra infelicità.
Esiste tutta una letteratura intorno al linguaggio dei sentimenti. E noi a quale linguaggio vogliamo far riferimento? In genere quello più comune, quello a cui ci si riferisce, quando si parla di sentimenti, è il linguaggio emotivo, che si genera fra due persone che si vogliono bene. E' un fatto misterioso questo, perché che cosa accade, qual'è l'esperienza? L'esperienza, a un certo punto, fa sì che noi diventiamo necessari per una persona e un'altra persona diventa necessaria a noi. Allora sono quelle braccia che noi vogliamo, e quelle braccia non sono intercambiabili con altre braccia. Questo perché c'è un processo attraverso il quale noi diamo un significato. E allora la persona che ci interessa, in tanto ci interessa, in quanto è significativa, cioè è carica di un processo, è carica di una serie di dimensioni, che sono tutte nostre, che noi adattiamo a questa persona, e allora diventa come se fosse un nostro organo. Questo è talmente vero che quando, come fatalmente spesso avviene, c'è una frattura fra me e la persona che io amo, che desidero, io ho l'impressione che mi venga strappato qualcosa. E le canzoni melodiche, le canzoni che hanno a che fare col sentimento, parlano:" tu che mi hai portato via il cuore, mi hai strappato l'anima". Ora queste, cioè tutte queste dimensioni, che sembrano dimensioni, così, piuttosto spicciole, di poco conto, in realtà alludono a delle esperienze psicologiche molto importanti. La vita emotiva è legata a un linguaggio, che è poi significatività. Allora quel colore di occhi, quell'espressione del viso, quel colore della pelle, quel modo di muovere i capelli così, diventa per me un linguaggio che va letto e interpretato.
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